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Ott

Il Bargnolino

Borgo Val di Taro è la capitale del  FUNGO PORCINO

Spesso chiamato Borgotaro, “Al Burgh” in dialetto locale, Borgo Val di Taro è un comune di 7.149 abitanti della provincia di Parma che si trova in una conca circondata da colline lungo il corso del fiume Taro.

La “Valtaro” è un angolo di terra emiliana tra Liguria e Toscana.

Fungo di “Borgotaro”

La zona di Borgo Val di Taro è rinomata per i suoi pregiati funghi porcini che si fregiano del marchio I.G.P. (indicazione geografica protetta) della Comunità Europea.

Fra le specialità gastronomiche locali, piatti a base di funghi, cinghiale e polenta.

Luoghi d’interesse

Visitando il Borgo si possono vedere: parte del castello (solo parte della torre), il monumento a Elisabetta Farnese, la chiesa parrocchiale di Sant’Antonino (1200 ca), la chiesa di San Domenico, la sede della Comunità Montana (nell’edificio che ospitava l’ospedale), l’arco di Porta Farnese, palazzo Boveri (che ospitò Elisabetta Farnese) ed il borgo medievale rimaneggiato in stile barocco.

Feste, fiere e sagre

• Carnevale di Borgotaro

• Fiera del Fungo Porcino

• Fiera della castagna

• Sagra della Madonna del Carmine

A Borgo Val di Taro abbiamo, nei giorni scorsi, scoperto (ed acquistato naturalmente) le “bacche” per preparare il “Bargnolino”.

Un piacevolissimo liquore locale, che ci hanno fatto assaggiare in un ristorante a fine pasto.

Sono le “bacche” del prunolo selvatico, arbusto tipico dell’appennino tosco-emiliano, detto anche pruno spino, in dialetto “bargnò”, che si raccolgono in ottobre.

Il “Bargnolino” è un liquore dall’alta gradazione alcolica, ottenuto dalla infusione delle bacche di prugnolo selvatico, un arbusto dalle foglie scure e dai frutti blu che maturano alla fine dell’estate.

 

 

Il “Bargnolino, che in dialetto prende il nome di “Bargnolein” è prodotto e commercializzato, in bottiglie di varie forme, da diverse aziende locali ed anche il suo consumo è molto diffuso.

Ma in tanti sono quelli che continuano a prepararlo ancora artigianalmente in casa, seguendo le vecchie tradizioni territoriali e le antiche ricette tramandate di generazione in generazione, dopo aver faticosamente raccolto i “bargnò” dai rovi spinosi nel periodo della loro giusta maturazione.

Anche noi siamo riusciti a strappare sul posto un’antica ricetta, segretamente conservata da vecchie famiglie del luogo, con la quale abbiamo già dato avvio alla preparazione di un infuso naturale e del tutto genuino.

Ma questo rappresenta solo la fase iniziale della preparazione del “Bargnolino”, essendo il procedimento molto più lungo; almeno tre mesi e mezzo per sorseggiare un buon “Bargnolein”.

Il Prugnolo (prunolo selvatico)

La pianta fa parte della famiglia delle rosacee, ed il suo arbusto può arrivare fino ad un’altezza di 3 metri. Della pianta, le parti che vengono utilizzate sono le foglie ed i frutti. Pur non essendo una pianta medicamentosa, alcune sue proprietà risultano interessanti I fiori esercitano un’azione depurativa e diuretica. Hanno un leggero ma efficace effetto lassativo seguito da un’azione rilassante. Sono molto indicati nella stitichezza I frutti, invece, hanno un’azione contraria ai fiori, ossia astringenti, e quindi utili in caso di diarrea . Contengono tannino, e vitamina C, stimolano il processo digestivo. Il consumo dei frutti provoca un aumento dell’appetito ed una sensazione rinfrescante. Si possono mangiare freschi, cotti, o sciroppati. Il suo liquido di cottura, è indicato per tamponi nasali in caso di emorragie, e può essere usato per fare degli sciacqui in caso di problemi gengivali. Và riposta la massima attenzione nei noccioli in quanto, contenendo acido cianitrico, sono altamente tossici; quindi và evitato lo schiacciamento ne tantomeno il mangiarli. Il suo uso è consigliato in caso di tamponi nasali, per gli infusi, i decotti, e lo sciroppo.

Solo nell’Appennino Tosco – Emiliano, grazie a un microclima particolare, all’azione dei venti e delle piogge abbondanti e all’opera nascosta e misteriosa degli umori vitali del suolo, germoglia il Prugnolo dal quale prende vita il Bargnolino.

 

 

RICETTA Bargnolino (“Bargnolein”, in dialetto)

Ingredienti  per 2 litri circa di liquore

1 Kg. di bacche

1 litro di alcool puro

1 litro di vino bianco secco

1 Kg. di zucchero

Procedimento

Si mettono in infusione le “bacche” con alcool puro in un vaso di vetro ben tappato, avendo cura di agitarlo un paio di volte a settimana. Il recipiente va tenuto alla luce per tutto il tempo.

Dopo quaranta giorni, si procede a filtrare l’infuso così ottenuto.

A parte, si porta ad ebollizione vino bianco e zucchero fino a farlo sciogliere completamente e, una volta raffreddato, quest’ultimo composto viene anch’esso filtrato ed aggiunto al precedente infuso.

Si amalgama ben bene il tutto con un cucchiaio di legno e si lascia riposare per qualche ora.

Il liquore può ora essere imbottigliato e fatto maturare per almeno due mesi.


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