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Giacomo Fina, “Io e il Principe” Edizioni del Poggio, luglio 2012

Sabato 11 agosto 2022 Giacomo Fina ha presentato al pubblico la sua ultima opera, presso i locali della Scuola Elementare di via Oberdan di Poggio Imperiale.
Io e il Principe
Dialogo surreale con Don Placido Imperiale
e
Alcune Stelle filanti
Edizioni del Poggio, luglio 2002
Un romanzo … in versi e poi alcune poesie, che l’Autore definisce “Stelle Filanti”.
Una lettura piacevole, veloce, dilettevole ed intensa al tempo stesso.
Una finestra aperta sulla storia, tradizioni, usi e costumi di Poggio Imperiale; l’amore per il suo paese natìo ed i giudizi a ruota libera sui personaggi, fatti ed eventi che si sono succeduti nell’arco degli anni.
E, tutto questo, attraverso un immaginario dialogo con Don Placido, il Principe Placido Imperiale, insigne fondatore di Poggio Imperiale.
Un dialogo surreale dal quale traspare tutta la profondità interiore dell’Autore, che sfiora tematiche importanti quali la morte, ma anche il trionfo della vita su di essa. E trapela l’impotenza e la sofferenza di un padre di fronte alla morte del proprio figlio.
Un Giacomo Fina che dimostra di essere ulteriormente maturato nello stile e nell’espressione poetica.
“Girati papà…girati…
anche se tu non mi potrai vedere.
Io sono in questa accartocciata foglia
di magnolia, portata dal buon vento
nel prato, tra queste giovani palme.
Una foglia di magnolia, volata
da quell’albero sofferente sotto
la nostra vecchia, bella e cara casa.
Papà, ricordi quella triste notte
che, rientrato tardi, battevo forte
i piedi sul selciato del mulino,
per sollecitare la tua attenzione
e tu non mi hai capito
lasciandomi fuori sino al mattino?
Io, io non sono stato bravo con te,
ma senza te io ero sempre più solo.
E la mamma tra noi due, a soffrire
nel mezzo, mentre l’infame destino
afferrava
e soffocava il mio fragile cuore.
Ma ora non straziarti papà…
a nulla serve. Io mi trovo quassù
in un mondo senza spazio né tempo,
rasserenato e senza sofferenza.
Io nutro una fiduciosa speranza
che ci riabbracceremo, chissà quando.
La morte tutto falcia, non la memoria.
Io vi seguo e vi voglio un gran bene.
Non piangere papà…basta, basta ora.
Hai evocato la voce del vento
Per ascoltare il mio dolce respiro…
qualcuno quassù ti ha assecondato.
Porta il mio bacio alla mamma e a Michela,
e alla sua splendida famiglia.
Ciao papà!
La vita continua. E il vento se ne va”.
[Stralcio da “Io e il Principe” di G. Fina, Edizioni del Poggio, luglio 2012]
Relatrice della presentazione del nuovo libro di Giacomo Fina è stata la Prof.ssa Maria Rosaria Matrella, Docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Foggia, che ha sapientemente inquadrato il pensiero e l’opera dell’Autore con un intervento culturale di alto profilo.
L’attore e regista teatrale Fabio Gemo ha egregiamente declamato i versi dell’Autore, entusiasmando i presenti con la sua calda e possente voce.
La Cattedrale di Foggia, ieri la riapertura … per soli tre giorni!

Ieri mattina alle 9, 30 il portone di ingresso della Cattedrale di Foggia ha riaperto i battenti in onore della Madonna dei Sette Veli, patrona della città, i cui festeggiamenti ricadono proprio in questi giorni.
La Basilica eretta nel 1172 ha spalancato nuovamente le sue porte al pubblico dopo ben sette lunghi anni di chiusura, complessivamente, durante i quali è stata oggetto di delicati interventi di restauro e di messa in sicurezza.
L’ultima chiusura in ordine di tempo si protraeva da 670 giorni.
I Foggiani e i turisti potranno tuttavia ammirare la parte della Cattedrale già restaurata solo nei i giorni 13, 14 e 15 agosto, poi ancora una breve chiusura di un paio di mesi per il completamento del restauro dell’altare maggiore e dell’organo, prima di essere definitivamente restituita agli splendori di un tempo.
Due anni, questi ultimi, di accurati lavori per curare le “gravi ferite” di cui il complesso monumentale religioso soffriva, per una spesa di 5 milioni e 200 mila euro.
Il lavoro più significativo ha riguardato il tetto, le capriate e la lanterna. Recuperati marmi, colori e dettagli architettonici non più visibili da tempo.
Ieri mattina, io e mia moglie siamo stati tra i primi visitatori a varcare la soglia della Basilica, riscontrando una discreta presenza di fedeli, curiosi e famiglie.
L’apertura di questi giorni, seppur limitata nel tempo, offre l’occasione per mostrare al pubblico lo stato dei lavori – radicali e necessari – che hanno interessato nella quasi totalità il Duomo dedicato alla Beata Vergine Maria Assunta in cielo, importante esempio del romanico di Capitanata ma che nel corso dei secoli è stato più volte rimaneggiato (nel Seicento e nel Settecento) e restaurato, anche se – per restituire completamente la Cattedrale alla collettività – sarà necessario attendere altri due mesi: il tempo necessario per completare gli ultimi interventi nell’area absidale (l’unica zona interna ancora nascosta da ponteggi). Dinanzi al telo che nasconde l’abside è stato installato un maxi-schermo che proietta le schede tecniche dei vari interventi pianificati per la Chiesa foggiana e le immagini che testimoniano le varie fasi di avanzamento dei lavori.
I lavori di restauro, sono quasi del tutto terminati: il cantiere esterno è stato ormai smantellato lasciando a vista la preziosa scatola muraria che ne conserva i caratteri medievali. In dirittura d’arrivo anche il completamento del restauro interno della Basilica che oggi si presenta con un’unica navata voltata a botte, con cappelle laterali e una cupola all’incrocio.
Lo “spread” si combatte con le “eccellenze”!

Contratto con Israele per 30 aerei, un successo per la tecnica italiana.
Israele ha assegnato oggi all’Alenia un contratto per 30 veivoli da addestramento M 346 per circa un miliardo di dollari: una splendida notizia per l’industria italiana, questa, riportata oggi dai mezzi di informazione.
Porteremo l’alta velocità in USA e in Russia.
Le Ferrovie dello Stato Italiane sono i leader mondiali nella realizzazione dell’alta velocita’ e ora puntano su grandi commesse oltre confine a cominciare da Russia e Stati Uniti: è quanto sostiene oggi Mauro Moretti, l’Amministratore Delegato del Gruppo F.S, in una nota diffusa dai mezzi di informazione.
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E’ molto improbabile che i mercati possano essere “governati” dalle legislazioni dei singoli stati; sono sempre le “piazze” che condizionano, influenzano, frenano, soffocano e reprimono i mercati.
Soprattutto oggi, in presenza di sistemi sempre più sofisticati.
E lo “spread”[1] si allarga liberamente ed inesorabilmente, in barba a tutti gli accordi tra gli Stati della Zona Euro, del G8, del G20 e alle profezie dei più accreditati esperti di economia, in uno scenario che comincia a destare serie preoccupazioni anche all’Italia, dopo la Grecia e la Spagna.
Anche i tagli alla spesa pubblica (in verità più annunciati che praticati) e le sempre maggiori imposizioni fiscali, non sembrano arrestare l’ondata di recessione in atto.
Siamo sotto scacco, non esportiamo più come una volta e molte delle nostre aziende stanno chiudendo i battenti, con un livello di disoccupazione inverosimile.
Abbiamo permesso la delocalizzazione di molte delle nostre produzioni in paesi meno sviluppati del nostro e con un costo della manodopera più basso, favorendo esclusivamente l’arricchimento individuale dei singoli imprenditori a discapito, peraltro, della qualità della merce prodotta e quindi del Made in Italy.
In Italia eravamo i primi, se non gli unici, in tante cose, ma col tempo abbiamo finito col farci superare anche dagli indiani, dai cinesi e da altri paesi che manco immaginavamo.
Al momento, forse la moda italiana nel mondo ci restituisce ancora un briciolo di visibilità. Ma ancora per poco. Già Valentino, il grande Valentino della moda italiana, ha ceduto la griffe a Mayhoola, società vicina ai reali del Qatar e, dunque, un altro simbolo del Made in Italy sta per “emigrare” in terra araba.
Oggi come oggi occorre accettare la sfida in un mondo sempre più globalizzato che richiede i prodotti migliori a prezzi più competitivi.
Dobbiamo fare le cose che siamo capaci di fare bene, solo noi, e impegnarci a farle sempre meglio, qui, a casa nostra, in Italia. Ed esportare all’estero non solo e nostri prodotti di eccellenza, ma anche il nostro ingegno, la nostra competenza, la progettualità per la realizzazione in altri paesi di opere infrastrutturali ed altro ancora.
Se in uno Stato mancano le innovazioni, la competizione, la qualità e soprattutto le eccellenze, non c’è verso di competere in un mercato mondiale dove si trova ormai di tutto ed anche a prezzi stracciati.
Ma, grazie a Dio, di eccellenze in Italia ne abbiamo, ne abbiamo e come!
E Mauro Moretti delle Ferrovie Italiane tiene molto a sottolineare come lo “spread” positivo del nostro sistema manifatturiero venga di fatto vanificato dello “spread” finanziario negativo che penalizza il nostro Paese.
“Noi siamo i migliori al mondo: nella valutazione del Financial Time, siamo migliori di Francia e Germania e, su questa base, stiamo cercando di fare in modo che un pezzo importante dell’economia italiana vada in giro per il mondo” – afferma Moretti.
“Invece di guardare agli spread finanziari negativi” – questo l’appello di Moretti – “guardiamo agli spread positivi della nostra economia reale”, e ricordando che il Presidente del Consiglio Mario Monti si rechera’ in Russia lunedi’ prossimo, ha comunicato di aver chiesto al Premier di “esporre” l’interesse italiano per l’alta velocita’ .
“In Russia” – ha riferito Moretti – “vogliono fare una linea ad alta velocita’ Mosca-San Pietroburgo, un’opera stimata in 35 miliardi di dollari e la Mosca-Kazan che vale altri 45 miliardi di dollari, ma per raggiungere questi obiettivi occorre prima di tutto mettere a punto dei “team” italiani per entrare nelle gare per i grandi appalti”.
Speriamo bene!
[1] Nel caso dei titoli di Stato rappresenta la differenza tra il tasso di rendimento di un’obbligazione governativa italiana, come il Btp, e il corrispettivo tedesco, il cosiddetto Bund.
Venezia, il Ponte di Calatrava

In visita a Venezia, sicuramente merita di essere osservato e soprattutto percorso il nuovo ponte della Costituzione, meglio conosciuto come ponte di Calatrava.
Si tratta del nuovo ponte che attraversa il Canal Grande di Venezia fra piazzale Roma e la stazione ferroviaria Venezia Santa Lucia.
Il ponte è stato aperto al traffico pedonale la notte dell’11 settembre 2008. In fase di progetto esso venne anche provvisoriamente denominato “Quarto ponte sul Canal Grande”.
L’appellativo di Calatrava corrisponde al nome dell’architetto Santiago Calatrava[1] che lo ha progettato.
Il ponte si prospetta in una forma arcuata con una campata di 81 metri, larghezza di 6 metri alla base e 9 al centro per un’altezza di 10 metri al culmine; la struttura è in acciaio, i pavimenti in vetro della Saint Gobain, pietra d’Istria e Trachite Grigia Classica di Montemerlo. Anche i parapetti sono in vetro, con corrimano in ottone. All’interno dei corrimano sono installate lampadine a led che dissipano il raggio di luce nei parapetti in vetro.
A partire dagli scalini esso è in effetti lungo ben 94 metri e la sua la larghezza varia da 5,58 metri fino a 9,38 metri nella parte centrale. L’altezza varia da 3,20 metri sulle sponde fino a 9,28 metri nella parte centrale. L’arco centrale è in acciaio e elemento strutturale del ponte ha un raggio di 180 metri.
Fino al 1850 il Canal Grande era oltrepassato solamente dal ponte di Rialto: nel giro di dieci anni gli austriaci realizzarono due ponti in ferro, uno davanti alle Gallerie dell’Accademia e uno di fronte alla stazione ferroviaria, definiti entrambi dai veneziani “orridi bislunghi” per la forma che li caratterizzava. I due ponti in ghisa, oltre ad essere notevolmente deteriorati dal salso, condizionavano eccessivamente la navigazione sul canal grande, così furono entrambi sostituiti tra il 1934 e il 1938, rispettivamente dal ponte provvisorio in legno all’Accademia e dal ponte degli Scalzi realizzato interamente in pietra d’Istria, entrambi su progetto dell’ingegnere Eugenio Miozzi (1889-1979), all’epoca a capo della direzione lavori e servizi pubblici del Comune di Venezia.
Nel tempo, l’eccezionale sviluppo del turismo internazionale ha condotto spesso l’attenzione sul centro lagunare da parte dei più noti e famosi progettisti: si sono così interessati alla progettazione nella città lagunare (senza che alcunché sia mai andato in porto) Le Corbusier, Louis Kahn, Frank Lloyd Wright e più recentemente Alvaro Siza.
Nel 1997 il famoso architetto scultore ed ingegnere Santiago Calatrava regalò alla città di Venezia il progetto esecutivo per un quarto ponte sul Canal Grande di collegamento tra l’area di arrivo a Venezia (piazzale Roma) e la zona della stazione di Santa Lucia. Calatrava è autore di altri ponti famosi, come ad esempio il puente de la Mujer di Buenos Aires, il puente del Alamillo sul Guadalquivir e l’Oberbaumbrücke di Berlino.
A Venezia ci sono nientemeno che 354 fra ponti e ponticelli, ma solo quattro di essi consentono l’attraversamento del Canal Grande, che rappresenta per la città lagunare, un enorme spartiacque: il nuovo Ponte della Costituzione (o Calatrava), il Ponte degli Scalzi, il bellissimo Ponte di Rialto, che è peraltro il più famoso e antico quanto il canale stesso, ed infine il Ponte dell’Accademia.
Però, va da sé che Venezia è anche altro, soprattutto altro, e quindi la visita al nuovo ponte della Costituzione sul Canal Grande progettato da Santiago Calatrava, sebbene importante sotto il profilo dell’interesse architettonico, non può ( e non deve) precludere la contemplazione di tutte le esclusive bellezze naturali e storico – architettoniche che solo Venezia può offrire.
Premio Nazionale Spiga d’Oro 2012

Il 15 luglio a Poggio Imperiale la quinta edizione del Premio Nazionale Spiga d’Oro, organizzata dall’Associazione Culturale Terra Nostra Onlus in collaborazione con la Regione Puglia, Provincia di Foggia e Comune di Poggio Imperiale.
Puntualmente, anche quest’anno, i riflettori si accenderanno sulla piazza Imperiale della nostra cittadina per l’attesa manifestazione, che sta riscuotendo negli anni sempre maggiore consenso.
Domenica 15 luglio alle ore 21, dunque, “La Notte delle Spighe” con la consegna dei prestigiosi premi, nella cornice di uno straordinario spettacolo che vedrà la presenza di numerosi artisti, tra cui Ivan Cattaneo.
All’on. Vladimir Luxuria il Premio Nazionale Spiga d’Oro
A Franco Dell’Erba il Premio Spiga d’Oro Capitanata
A Nico Zangardi il Premio Spiga d’Argento Terra Nostra
La manifestazione sarà anticipata, la sera precedente, da una serata speciale dedicata ai prodotti tipici di Puglia, tra stands gastronomici e mercatino dell’usato e dell’artigianato, accompagnata da un interessante concerto musicale.
La nazionale di calcio italiana ai quarti di finale!

Una vittoria sofferta contro la nazionale irlandese e finalmente ai quarti di finale.
Così anche la nostra nazionale di calcio potrà proseguire l’avventura europea grazie alle due reti di Cassano e di Balotelli, ma soprattutto grazie alla vittoria della Spagna sulla Croazia.
Una partita, quella di ieri sera, che non ha visto un’Italia al massimo delle sue potenzialità, sebbene abbia conquistato la vittoria necessaria per passare il turno.
Molto più convincenti le prime due partite, con la Spagna e la Croazia, nelle quali i rispettivi pareggi registrati non hanno in effetti premiato la nostra squadra, che ha raccolto meno di quanto meritava.
Ma siamo solo al primo round e la strada è tutta in salita.
Quale sarà la squadra che incontreremo nei quarti di finale domenica 24 giugno a Kiev in Ucraina?
Forse la Francia o l’Ucraina (padrona di casa, poiché i giochi si trasferiscono ora proprio in Ucraina dopo la prima fase svolta in Polonia) oppure l’Inghilterra: dipenderà dai risultati delle partite che si giocheranno nelle prossime ore.
Tanti gli italiani a soffrire davanti alla tv per il match contro l’Irlanda; una sofferenza che si è trasformata in gioia dopo novanta minuti per quasi 20 milioni di persone (per la precisione, 19.776.000 spettatori con uno share del 67.60 ed un picco di 21milioni 200mila spettatori realizzato alle 22.34).
Ma in tutta l’Europa le cose non cambiano, molti sono gli spettatori che seguono gli europei di calcio 2012 di Polonia e Ucraina, sui campi di calcio o attraverso la televisione.
Una voce fuori dal coro, ma soprattutto fuori campo (di calcio):
La gente è tutta presa dalle partite dimenticando per un attimo i gravi problemi politici ed economici che investono l’Italia, l’Europa e non solo … forse è un bene, chissà!
Ai posteri l’ardua sentenza!
RIPALTA CROCEVIA DI CULTURE

Ho il piacere di ospitare nuovamente sul mio Sito/Blog “Paginedipoggio” un interessante articolo della Prof. Antonietta Zangardi di Poggio Imperiale, mia carissima amica d’infanzia, attraverso il quale ci viene offerta l’opportunità di apprezzare un’avvincente e stimolante iniziativa culturale, assunta da qualche anno sul territorio, mirata alla ricerca e allo studio delle radici della nostra popolazione, al fine di accrescere soprattutto nelle giovani generazioni la conoscenza della nostra storia e l’amore per la nostra terra.
Buona lettura!
RIPALTA CROCEVIA DI CULTURE
Grande raduno a Ripalta il 18 maggio per la premiazione di tutti i ragazzi partecipanti al progetto formativo: “Le radici ca tieni” organizzato dal Comitato Festa.
È il terzo anno che il Comitato Festa di Ripalta propone alle scuole secondarie di I grado del territorio un progetto formativo a favore dei ragazzi.
Animato dall’instancabile Franca d’Atri quest’anno sono stati quattro i paesi partecipanti con un totale di 296 ragazzi sul tema “Le radici ca tieni”.
Le scuole coinvolte: L’Istituto Comprensivo di Lesina e di Poggio Imperiale, l’Istituto Comprensivo di S. Paolo Civitate e quello di Serracapriola.
Durante la fase formativa, attraverso la proiezione di un film e l’incontro con gli esperti, i ragazzi delle seconde e terze medie sono stati sensibilizzati sul tema del concorso.
In piccoli gruppi hanno realizzato un elaborato: in tutto sono stati 83 i lavori consegnati consistenti in cartelloni e pannelli illustrati, plastici, poesie, foto, il tutto frutto di studi e di ricerche.
La giuria ha premiato i migliori lavori, esposti nella “Piccola Casa della Pace” in Ripalta e, nella cerimonia di premiazione, a tutti i partecipanti è stato consegnato un CD con i lavori presentati.
Essendo stata tra coloro che hanno attuato il progetto nella scuola di Poggio Imperiale, insieme ad Alfonso Chiaromonte, scrittore di storia del territorio e Fernando Chiaromonte, esperto di tradizioni popolari, ho potuto raccogliere l’entusiasmo e la curiosità dei componenti le tre classi partecipanti al concorso: IIA, IIB e IIIB.
I due giorni dedicati alla presentazione della storia e delle tradizioni popolari sono stati allietati dalla musica del cantore, Michele Saccone che con la sua chitarra ha coinvolto i ragazzi ricordando loro i bei canti dialettali di cui è ricca la nostra cultura.
Gli alunni si sono mostrati molto interessati alle nostre tradizioni ed i lavori presentati sono stati il frutto del coinvolgimento di alcuni professori, i quali, pur non essendo terranovesi, hanno saputo motivare e spronare alla ricerca delle proprie radici, perché, come recita il bellissimo canto salentino da cui è stato tratto il titolo del progetto formativo, Le radici ca tieni:
“ … Se non dimentichi mai le tue radici, rispetti anche quelle dei paesi lontani. Se non scordi mai da dove vieni, dai più valore alla tua cultura … E la vera cultura è saper vivere …”.
Sono stata veramente contenta di aver partecipato a questo progetto e ringrazio Franca d’Atri per avermi coinvolta. Agli alunni auguro di farsi prendere sempre dalla bella malattia della ricerca sulle proprie radici.
Antonietta Zangardi
Docente di materie Letterarie nelle Scuole Sec. di I grado
Nota:
L’articolo è pubblicato anche su “Gazzettaweb.info” http://www.gazzettaweb.net/
A Milano il VII Incontro Mondiale delle Famiglie

Si è tenuto a Milano da mercoledi 30 maggio a domenica 3 giugno l’atteso “VII Incontro Mondiale delle Famiglie”, che ha portato nel capoluogo lombardo oltre un milione di persone con delegazioni da 153 Stati.
La Famiglia: il lavoro e la festa; questo è stato il tema del grande evento, che ha reso necessario attivare un’organizzazione capillare di accoglienza presso le parrocchie ed anche presso alcune famiglie della Arcidiocesi milanese, oltre che di assistenza e di sicurezza con l’impiego di diecimila persone appartenenti alle Forze dell’ordine e volontari.
Ma l’abbraccio e, insieme, il calore delle famiglie cattoliche provenienti da tutto il mondo hanno avuto il loro punto di massima espressione all’arrivo a Milano del Santo Padre Papa Benedetto XVI, venerdi pomeriggio 1° giugno in Piazza Duomo.
Un vero tripudio per il Papa, in quella che è la Diocesi più grande del mondo, continuato per tutta l’intensa tre giorni meneghina, in un bagno di folla durato fino al pomeriggio di domenica 3 giugno, quando è ripartito per Roma.
Milano e i comuni limitrofi interessati, hanno dato prova di grande capacità organizzativa nell’affrontare questo evento speciale, che ha rappresentato una sorta di prova generale dell’EXPO 2015.
Un evento che si è rivelato essere una grande festa collettiva finalizzata a promuovere una riflessione unanime sulla necessità di conciliare le esigenze e i tempi del lavoro con quelli della
famiglia e di recuperare il senso vero della festa.
Per Benedetto XVI l’organizzazione del lavoro di oggi, « pensata e attuata in funzione della concorrenza di mercato e del massimo profitto, e la concezione della festa come occasione di evasione e di consumo », contribuiscono infatti a « disgregare la famiglia e la comunità e a diffondere uno stile di vita individualistico ». Il Papa lo aveva scritto già nel 2010 in una lettera con la quale annunciava le date dell’evento.
La lettera di Papa Benedetto XVI (Da Castel Gandolfo, 23 agosto 2010 – Benedetto XVI)
« A conclusione del VI Incontro Mondiale delle Famiglie, svoltosi a Città del Messico nel gennaio 2009, annunciai che il successivo appuntamento delle famiglie cattoliche del mondo intero con il Successore di Pietro avrebbe avuto luogo a Milano, nel 2012, sul tema “La Famiglia: il lavoro e la festa”.
Desiderando ora avviare la preparazione di tale importante evento, sono lieto di precisare che esso, a Dio piacendo, si svolgerà dal 30 maggio al 3 giugno, e fornire al tempo stesso qualche indicazione più dettagliata riguardo alla tematica e alle modalità di attuazione.
Il lavoro e la festa sono intimamente collegati con la vita delle famiglie: ne condizionano le scelte, influenzano le relazioni tra i coniugi e tra i genitori e i figli, incidono sul rapporto della famiglia con la società e con la Chiesa. La Sacra Scrittura (cfr Gen 1-2) ci dice che famiglia, lavoro e giorno festivo sono doni e benedizioni di Dio per aiutarci a vivere un’esistenza pienamente umana.
L’esperienza quotidiana attesta che lo sviluppo autentico della persona comprende sia la dimensione individuale, familiare e comunitaria, sia le attività e le relazioni funzionali, come pure l’apertura alla speranza e al Bene senza limiti.
Ai nostri giorni, purtroppo, l’organizzazione del lavoro, pensata e attuata in funzione della concorrenza di mercato e del massimo profitto, e la concezione della festa come occasione di evasione e di consumo, contribuiscono a disgregare la famiglia e la comunità e a diffondere uno stile di vita individualistico.
Occorre perciò promuovere una riflessione e un impegno rivolti a conciliare le esigenze e i tempi del lavoro con quelli della famiglia e a ricuperare il senso vero della festa, specialmente della domenica, pasqua settimanale, giorno del Signore e giorno dell’uomo, giorno della famiglia, della comunità e della solidarietà.
Il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie costituisce un’occasione privilegiata per ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva di una famiglia unita e aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all’economia dello stesso nucleo familiare.
L’evento, per riuscire davvero fruttuoso, non dovrebbe però rimanere isolato, ma collocarsi entro un adeguato percorso di preparazione ecclesiale e culturale.
Auspico pertanto che già nel corso dell’anno 2011, XXX anniversario dell’Esortazione apostolica Familiaris consortio, “magna charta” della pastorale familiare, possa essere intrapreso un valido itinerario con iniziative a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, mirate a mettere in luce esperienze di lavoro e di festa nei loro aspetti più veri e positivi, con particolare riguardo all’incidenza sul vissuto concreto delle famiglie.
Famiglie cristiane e comunità ecclesiali di tutto il mondo si sentano perciò interpellate e coinvolte e si pongano sollecitamente in cammino verso “Milano 2012”. Il VII Incontro Mondiale avrà, come i precedenti, una durata di cinque giorni e culminerà il sabato sera con la “Festa delle Testimonianze” e domenica mattina con la Messa solenne.
Queste due celebrazioni, da me presiedute, ci vedranno tutti riuniti come “famiglia di famiglie”. Lo svolgimento complessivo dell’evento sarà curato in modo da armonizzare compiutamente le varie dimensioni: preghiera comunitaria, riflessione teologica e pastorale, momenti di fraternità e di scambio fra le famiglie ospiti con quelle del territorio, risonanza mediatica.
Il Signore ricompensi fin d’ora, con abbondanti favori celesti, l’Arcidiocesi ambrosiana per la generosa disponibilità e l’impegno organizzativo messo al servizio della Chiesa Universale e delle famiglie appartenenti a tante nazioni.
Mentre invoco l’intercessione della santa Famiglia di Nazaret, dedita al lavoro quotidiano e assidua alle celebrazioni festive del suo popolo, imparto di cuore a Lei, venerato Fratello, ed ai Collaboratori la Benedizione Apostolica, che, con speciale affetto, estendo volentieri a tutte le famiglie impegnate nella preparazione del grande Incontro di Milano ».
Venerdi pomeriggio, dunque, in Piazza Duomo il discorso di Benedetto XVI a una folla festante: « La fede animi tutto il tessuto della vita personale e comunitaria », mentre il Sindaco di Milano, Pisapia, affermava: « Famiglia e lavoro sono il nostro ponte » ; poi al Teatro alla Scala, dove l’orchestra diretta dal maestro Daniel Barenboim ha eseguito la nona sinfonia di Beethoven in suo onore ed infine in Duomo per l’Adorazione Eucaristica.
La mattina di sabato incontro di preghiera in Duomo, riservato a sacerdoti, religiosi e religiose prima dell’imponente appuntamento di Papa Ratzinger con i giovanissimi cresimati e cresimandi allo Stadio di San Siro in un’atmosfera di grande allegria e serenità. La sera, infine, il primo incontro generale con le famiglie provenienti da tutto il mondo presso il Parco Nord per la “Veglia delle Testimonianze”.
E domenica mattina, l’immenso, maestoso e imponente raduno di oltre un milione di fedeli per la Santa Messa celebrata dal Papa sempre al Parco Nord.
Al momento della solenne benedizione, Papa Ratzinger ha annunciato che il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie si terrà nel 2015 a Philadelphia negli Stati Uniti d’America.
Nel pomeriggio il Papa è ripartito per Roma.
Quali sono i messaggi che restano dopo l’Incontro di Milano?
Il saluto laico del Sindaco Pisapia e l’auspicio di una «tutela per tutte le realtà familiari”.
Le parole del Papa: « La Milano positivamente laica e la Milano della fede sono chiamate a concorrere al bene comune» ed ancora: «La famiglia va riscoperta come patrimonio principale dell’umanità».
Le parole dell’Arcivescovo, Card. Angelo Scola: «La famiglia è una risorsa sociale da sostenere».
Ancora scosse di terremoto a Milano

La prima forte scossa di terremoto alle nove di questa mattina e la seconda verso la tredici.
Le scosse sono state avvertite in tutto il Nord Italia, dal Trentino alla Toscana.
La magnitudo registrata è stata del 5,8 con epicentro nel Comune di Finale Emilia, nel Modenese, ad una profondita’ intorno ai 10 chilometri.
Il terremoto è stato chiaramente avvertito anche a Milano e relativo hinterland, dove alcuni palazzi, sede prevalentemente di uffici, ed anche alcune scuole, sono stati fatti evacuare per motivi di sicurezza.
Io, personalmente, ho percepito la prima intensa a scossa alle ore 9:01, in casa, al quinto piano del mio stabile di Sesto San Giovanni, confermata peraltro dall’oscillazione dei lampadari, e la seconda alle ore 12:57.
Un po’ di spavento … niente di più!
Il movimento tellurico, che per forza e intensità ricorda quello del 20 maggio scorso, ha provocato ancora crolli, morti, feriti e diversi dispersi sotto le macerie soprattutto nelle zone dell’Emilia tristemente e maggiormente colpite.
A Milano, per fortuna, nulla di tutto questo; per un po’ il traffico è andato in tilt a causa della gente scesa in strada dopo le scosse, che non pare abbiano provocato danni nel capoluogo lombardo: al momento solo tanta paura. Controlli sono comunque in corso alle strutture civili e pubbliche oltre che al patrimonio artistico. Diverse le chiamate al 118 e i mezzi pubblici, inclusa la metropolitana, hanno continuato a funzionare seppure con qualche lieve problema. In particolare, la circolazione dei treni delle tre linee metropolitane è stata interrotta solo per alcuni minuti per consentire le verifiche agli impianti, sulla base delle procedure di sicurezza previste, provocando qualche rallentamento prima di riprendere regolarmente le normali frequenze.
Tuttavia, le forti scosse di terremoto che hanno interessato tutto il Nord Italia hanno avuto ripercussioni sulla circolazione dei treni, con riduzione di velocità a 100 km/h sulle linee ad alta velocità Bologna – Milano e Bologna – Firenze e sulle linee Bologna – Prato e Bologna – Rimini. Inoltre, per consentire le verifiche sulla stabilità delle infrastrutture la circolazione è stata momentaneamente sospesa sulle linee Bologna – Verona, Bologna – Padova, Bologna – Piacenza e Verona – Modena.
E’ tanta l’apprensione per le terribili notizie che giungono dai centri dell’Emilia nuovamente colpiti oggi dalle ultime forti scosse di terremoto. Crollate chiese, scuole, case, patrimonio storico – artistico e capannoni industriali sotto le macerie dei quali hanno perso la vita altri ignari operai.
Le vittime sinora accertate sono 15; sono stati evacuati alcuni ospedali ed allestite tendopoli per l’accoglienza degli sfollati.
La Protezione civile, vigili del fuoco, volontari, forze dell’ordine e semplici cittadini sono mobilitati per fornire il proprio contributo nelle operazioni di soccorso a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma.
C’è tanto bisogno di legalità!

Le notizie degli eventi che hanno interessato il nostro Paese nelle ultime ore non sono delle più tranquillizzanti.
L’Italia non è certamente nuova a fatti di sangue, attentati, azioni terroristiche, ma anche a terremoti, alluvioni e disgrazie di diversa natura.
Un ordigno e’ esploso la mattina dello scorso sabato 19 maggio a Brindisi in prossimità dell’istituto professionale “Francesca Laura Morvillo Falcone”, provocando la morte di una ragazza di 16 anni, Melissa Bassi, ed il ferimento di altre sei giovanissime studentesse, di cui una in maniera molto grave.
E un terremoto, le cui prime scosse sono state registrate verso le quattro del mattino di domenica 20 maggio, ha fatto tremare l’Italia settentrionale, provocando gravissimi danni in Emilia, soprattutto nelle province di Modena e Ferrara, con la morte di altre sette inconsapevoli persone.
Oggi, alle 16,30, sono stati celebrati a Mesagne, in provincia di Brindisi i funerali di Melissa, un’ignara ragazza che come tanti suoi coetanei partiva ogni mattina in autobus dal suo paese per raggiungere l’istituto scolastico che frequentava in città, a Brindisi.
Ed è lì, davanti alla sua scuola, che ha trovato la morte, appena scesa dall’autobus.
Una cosa tremenda .. è come sparare sulla Croce Rossa!
Non si era mai visto, a memoria d’uomo, nulla del genere.
E c’è veramente da chiedersi cosa possa mai frullare nella testa di certa gente, capace di scendere a livelli così bassi di considerazione della vita umana, perpetrando un attentato contro inermi ragazze che si stanno semplicemente recando a scuola.
Il clima di partecipazione della gente e dei giovani in particolare alle manifestazioni di legalità, fanno ben sperare per una presa di coscienza collettiva verso una ferma condanna della violenza sotto tutti gli aspetti.
Ma anche per le vittime del terremoto qualche riflessione è doverosa, poiché non possiamo continuare ad inveire contro la malasorte, senza assumere invece le dovute iniziative finalizzate alla tutela e alla messa in sicurezza dell’ambiente e del patrimonio storico-architettonico, che rappresenta peraltro la ricchezza del nostro Paese.
La prevenzione attenta ed oculata, dunque, piuttosto che rimanere impotenti innanzi agli eventi; questa è la chiave di volta per attenuare almeno in parte le tante assurde morti e distruzioni.
Ed anche questo rappresenta un tema di legalità di cui abbiamo tanto bisogno.